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FM Studio Consulenza
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Consulenza di direzione per le PMI · Brescia, Bergamo e Milano

In 3 mesi sai dove stai perdendo soldi. E dove puoi guadagnare di più.

Forse l’azienda va bene, forse no. La domanda che conta è un’altra: quanto margine resta sul tavolo ogni mese? In tre mesi mettiamo ordine nei conti e leggiamo costi, ricavi, margini e flussi di cassa mese per mese; poi costruiamo la strategia che rende l’azienda solida, redditizia e pronta a qualsiasi scenario.

Break Even RicaviCosti costi fissiutile genmarmag lugsetnov
Il punto di pareggio, calcolato mese per mese: il fatturato minimo che copre tutti i costi. Da lì in avanti ogni euro in più è utile.
20+ anniin aziende strutturate a livello internazionale
12 mesidi previsione, aggiornata ogni mese con i dati veri
3,5–40 mlnil fatturato delle aziende nei casi che raccontiamo
3 mesiper capire dove l’azienda perde e dove può guadagnare

Chi siamo

Esperienza, metodo e visione

La nostra missione è aiutare l’imprenditore a pianificare e realizzare il miglior utile possibile per la sua azienda.

Siamo una rete di professionisti con oltre vent’anni di esperienza in aziende strutturate a livello internazionale, e lavoriamo per far crescere le piccole e medie imprese su tre fronti. Il primo è la pianificazione e il controllo di gestione: business plan, anche per la quotazione in Borsa, budget e rolling forecast, analisi di costi e ricavi, contabilità industriale, modelli di preventivo, flussi finanziari e rapporti con le banche. Il secondo è il temporary management: passaggio generazionale, procedure, organigrammi e mansionari, e la caccia agli sprechi e alle attività che non producono valore, misurata con gli indicatori di produzione. Il terzo è lo sviluppo commerciale: cercare e selezionare i clienti giusti e contattarli direttamente, per trasformare le opportunità in vendite.

Lo Studio è stato fondato dal Dott. Flavio Marzani: revisore contabile in Ernst & Young, poi manager e direttore generale in primarie società internazionali della siderurgia, dell’automotive, della grande distribuzione e delle energie rinnovabili, specialista in direzione generale e ristrutturazione d’impresa.

Una cosa è analizzare i numeri di un’impresa. Un’altra è doverne rispondere. Noi abbiamo fatto tutte e due.

Il metodo

Controllo di gestione: dal dato alla decisione

Il nostro approccio nasce da un obiettivo preciso: governare la marginalità dell’azienda invece di subirla. L’imprenditore sente come sta andando la sua impresa; noi traduciamo quella sensazione in numeri, e i numeri in scelte e azioni concrete.

Il Simulatore di Analisi Predittiva

Per farlo abbiamo sviluppato un Simulatore che applica algoritmi statistici alle serie storiche dei dati contabili e prevede l’andamento dei dodici mesi successivi. L’azienda smette di guardare solo al passato: vede in anticipo dove sta andando e prende le decisioni prima che siano gli eventi a imporle.

Dai dati storici costruiamo scenari diversi, ne proiettiamo i risultati e scegliamo con l’imprenditore le azioni più efficaci. I risultati li analizziamo e li validiamo insieme, perché il futuro dell’azienda si costruisce con metodo e non per tentativi.

Costi comprimibili, non solo fissi e variabili

Preferiamo dividere i costi in comprimibili e non comprimibili invece che in fissi e variabili. La distinzione classica dice come si comporta un costo quando cambiano le vendite; a noi interessa sapere su quali costi si può intervenire davvero, per ridurre le spese e alzare la redditività.

Report di contabilità gestionale

Confronta ogni mese con lo stesso mese dell’anno prima: si vede l’andamento reale senza aspettare il bilancio.

Budget di Conto Economico

Fissa gli obiettivi di costi e ricavi e le persone che ne rispondono, e abitua l’azienda a pianificare e a controllare.

Rolling Forecast di Conto Economico

Ogni mese aggiorna le previsioni del budget con i dati consuntivi, così le correzioni arrivano in tempo.

Serie storiche di bilancio

Gli ultimi esercizi messi in fila: la base per previsioni attendibili e per capire come è cambiata l’economia dell’impresa.

Previsione flussi finanziari

Dal conto economico previsto ricava la cassa di ogni mese, con incassi e pagamenti calcolati sui giorni reali di clienti e fornitori, IVA, imposte e rate dei mutui: si vedono per tempo il picco di fabbisogno, il margine sui fidi e la posizione finanziaria netta.

Il Break Even come bussola

Prima i costi, poi il fatturato

Il nostro metodo rovescia la logica abituale e parte dai costi, non dai ricavi. A ogni variazione dei dati contabili ricalcoliamo il Break Even Point, cioè il fatturato minimo che copre tutti i costi dell’azienda.

E lo facciamo mese per mese, perché le valutazioni annuali servono ma non bastano: a dicembre si può solo prendere atto di com’è andata, a marzo si è ancora in tempo per correggere.

Non serve guadagnare di più se prima non sai dove perdi.

Un esempio

Per un’impresa che lavora su commessa avevamo definito il Budget di produzione e il Break Even di ogni mese. Ecco come sono andate le cose.

  1. MarzoI dati dicevano che gli ordini coprivano la produzione fino a luglio e che da agosto era previsto un calo. Il momento di agire era marzo, non agosto.
  2. Fine ottobreEra il mese previsto per il pareggio: da lì in poi i costi fissi dell’anno sarebbero stati coperti.
  3. Da novembreCon i costi fissi già coperti si potevano ridurre i margini per acquisire nuove commesse, senza intaccare l’obiettivo dell’anno.
  4. Il primo trimestreIl consuntivo era però in linea o sopra il Budget di produzione. Siamo intervenuti subito, senza aspettare novembre, per consolidare il risultato e tenere il vantaggio sui concorrenti.

Costi e mix di vendita

Obiettivi condivisi, non solo organigrammi

In molte aziende l’organigramma assegna ruoli e responsabilità ma senza obiettivi condivisi la struttura perde forza: ognuno fa la sua parte e nessuno risponde del risultato. Per questo fissiamo i budget di spesa e di ricavo insieme all’imprenditore e ai suoi collaboratori, riuniti in Comitati di Direzione guidati da un nostro professionista.

Quando gli obiettivi sono condivisi nascono responsabilità, autonomia e autocontrollo: è così che una gestione familiare diventa una gestione manageriale.

La Contabilità Analitico-Industriale

Per conoscere il margine di ogni commessa o di ogni prodotto introduciamo la contabilità analitico-industriale, che dà basi solide alle decisioni sui prezzi e sugli investimenti. Lavoriamo direttamente con i programmatori del gestionale (ERP) perché il sistema informativo si adegui alle esigenze dell’azienda, e non il contrario.

Con dati solidi e reali le stime diventano ogni mese più precise, e il futuro si può guardare con la sicurezza dei numeri.

Flussi finanziari e banche

Chi anticipa e chi reagisce

Bilancio e indicatori dicono come sta l’azienda ma c’è un aspetto che separa chi reagisce da chi anticipa: la gestione dei flussi finanziari. Una cosa è chiudere l’anno in utile, un’altra è avere i soldi per pagare gli stipendi del mese dopo.

Per questo costruiamo strumenti concreti che prevedono la liquidità dei mesi successivi e segnalano per tempo i momenti di tensione, quando si può ancora scegliere come affrontarli. Con le previsioni in mano anche il rapporto con le banche cambia: diventa continuativo e programmato, invece di ridursi a una telefonata quando c’è un’urgenza.

Preventivi

Conoscere i costi per vendere meglio

Molti imprenditori si chiedono perché non guadagnano abbastanza. Spesso la risposta è semplice: non conoscono il costo reale del prodotto, e i prezzi nascono da una stima. Con l’analisi industriale e la mappatura dell’organizzazione costruiamo modelli di preventivo che tengono conto di ogni variabile, per vendere al prezzo giusto.

I modelli di preventivo →

Temporary Management

Un manager esperto, quando serve e quanto serve

Il temporary manager entra in azienda per un progetto, con un inizio e una fine. Alla PMI però serve quasi sempre una presenza che resti: il fractional manager, che affianca l’imprenditore uno o due giorni alla settimana, stabilmente, e porta le competenze di un dirigente al costo di un impiegato.

Con loro accompagniamo il passaggio generazionale, creando un clima di fiducia in cui le nuove generazioni possano dimostrare quanto valgono, oppure cercando nuovi soci o manager quando non ci sono successori. Riorganizziamo processi, procedure e regolamenti interni, cioè che cosa bisogna fare, e organigrammi, ruoli e mansionari, cioè chi lo deve fare, affiancando e formando il personale.

Temporary management →

Business Development

Un percorso, non una telefonata

Per far crescere il fatturato serve un percorso, e il nostro unisce esperienza commerciale e strumenti digitali. Si parte da un database di aziende e referenti scelti con criterio e si studia ogni azienda prima di chiamarla. La telefonata segue uno script flessibile, fatto per ascoltare più che per recitare, e dopo il primo contatto materiali tecnici e video tengono viva la relazione.

Ogni interazione finisce nel CRM, così tutta la squadra sa a che punto è ogni cliente, e accompagniamo l’offerta fino alla firma del contratto. Ogni passo lascia un dato: si vede che cosa funziona e si corregge il resto.

Il metodo commerciale →

Sei errori che vediamo spesso

Gli errori che tolgono utile all’azienda

Sono gli errori che incontriamo più spesso nelle PMI. Nessuno, da solo, affonda un’azienda; messi insieme spiegano perché imprese con un buon fatturato guadagnano meno di quanto potrebbero. Li raccontiamo in sei brevi video, e sotto ognuno c’è il testo per chi preferisce leggerlo.

Errore n. 1

Accentrare tutte le decisioni

Accentrare la gestione limita l’efficienza e lo sviluppo: l’imprenditore interviene su tutto e, senza volerlo, toglie autorità ai suoi responsabili.

Leggi il testo del video

Accentrare la gestione limita l’efficienza e lo sviluppo aziendale. Accade spesso che l’imprenditore intervenga su qualsiasi argomento, delegittimando i propri responsabili. Quando intervieni nelle decisioni degli altri, finisci per indebolire involontariamente la tua azienda. Ma potresti dire: «devo farlo per il bene della mia attività!». Riflettiamoci un attimo.

Nelle strutture tradizionali vediamo organigrammi con le diverse funzioni (acquisti, vendite e così via) delegate ai vari responsabili. Ma ecco il punto: queste strutture si sgretolano senza obiettivi chiari e soprattutto condivisi.

Qual è la soluzione? Come imprenditore devi delegare non solo le funzioni (ossia chi deve fare che cosa) ma soprattutto gli obiettivi da raggiungere.

Qual è il nostro approccio? Coinvolgiamo l’imprenditore e i suoi collaboratori all’interno di Comitati di Direzione, guidati da un nostro professionista esperto. Trasformiamo i conti contabili in centri di responsabilità, definendo e monitorando insieme gli obiettivi da raggiungere per i costi e i ricavi. Convertiamo la conduzione familiare in organizzazione manageriale, perché il successo è frutto di un lavoro di squadra.

Errore n. 2

Sottovalutare il controllo di gestione

«Analizziamo già i bilanci», «facciamo già il budget», «abbiamo già i software»: così risponde chi confonde il controllo di gestione con il gestionale.

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Sottovalutare l’importanza strategica del controllo di gestione ostacola il raggiungimento degli obiettivi. «Analizziamo già i bilanci» o «facciamo già il budget», risponde l’imprenditore quando gli chiedi se ha il controllo di gestione. «Abbiamo già i software necessari», risponde addirittura chi confonde il controllo di gestione con il gestionale aziendale.

La potenza è nulla senza controllo, diceva un noto spot televisivo: la stessa cosa vale in azienda. L’analisi del bilancio è importante ma è già acqua passata, che non aiuta a prevedere che cosa potrà accadere in futuro. Fare bene il controllo di gestione vuol dire guardare avanti, per governare la marginalità futura in anticipo sul corso degli eventi.

Ma nemmeno il budget basta per guardare al futuro, perché è uno strumento statico e spesso dimenticato nel cassetto. Le previsioni del budget cambiano in corso d’opera, in base ai dati consuntivi via via contabilizzati: ogni voce di costo e di ricavo prevista all’inizio va ricalcolata, perché avrà un nuovo impatto sul risultato di fine anno.

Qual è la soluzione? Il Rolling Forecast è l’unico strumento che sa riproiettare nel tempo, in modo dinamico, le previsioni statiche del budget.

Qual è il nostro approccio? Elaboriamo il Budget del Conto Economico, definendo gli obiettivi da raggiungere sui costi e sui ricavi e le persone a cui saranno delegati. Elaboriamo il Rolling Forecast con gli algoritmi del nostro Simulatore, per stimare anche i costi e i ricavi che il budget non poteva prevedere.

Errore n. 3

Misurare l’azienda sul fatturato

I ricavi sono importanti ma non misurano la grandezza di un’azienda: la vera misura è l’utile, e si può guadagnare di più anche vendendo meno.

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I ricavi sono importanti ma non misurano la grandezza di un’azienda. Spesso gli imprenditori si misurano in base al fatturato: chi fattura tanto è considerato grande e chi fattura poco è piccolo. La vera misura della grandezza è l’utile: puoi guadagnare di più anche riducendo le vendite di ciò che non genera valore aggiunto.

Qual è la soluzione? La Break Even Analysis determina il fatturato minimo necessario a pareggiare tutti i costi, meglio conosciuto come Break Even Point. L’attenzione si sposta così sui costi e i ricavi passano in secondo piano: capire e ottimizzare la struttura dei costi serve infatti a stabilire gli obiettivi di fatturato.

Qual è il nostro approccio? Con il nostro Simulatore, per ogni mese futuro confrontiamo il Break Even Point con gli ordini dei clienti e le vendite previste. Siamo così in grado di capire se gli obiettivi di fatturato sono raggiungibili e quali azioni correttive intraprendere.

Ma che cosa significa raggiungere il Break Even Point? Significa che il nuovo fatturato non deve più coprire costi fissi, e i margini di vendita si possono modulare su nuovi clienti o nuovi mercati.

Errore n. 4

Controllare i costi solo quando il fatturato scende

Si tagliano le spese quando il fatturato cala e ce ne si dimentica appena il mercato riparte: il controllo dei costi non è una priorità solo nei momenti difficili.

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Il controllo dei costi non è una priorità solo quando il fatturato scende. Accade spesso che l’imprenditore tagli le spese quando il fatturato cala e che, non appena il mercato riprende quota, se ne dimentichi. Niente di più sbagliato!

Qual è la soluzione? Non perdere mai d’occhio le voci di spesa aiuta a ridurre il Break Even Point, cioè il fatturato minimo necessario a pareggiare tutti i costi.

Qual è il nostro approccio? Grazie all’analisi delle serie storiche dei dati contabili capiamo come si muovono i costi fissi e quelli variabili. Interveniamo sui costi delle materie prime, ottimizzando gli acquisti o esternalizzando la produzione dei prodotti a minor valore aggiunto; sui costi del personale, riducendo il lavoro straordinario, smaltendo le ferie in eccesso ed evitando assunzioni non necessarie; sui costi industriali e operativi, con una gestione attenta di materiali di consumo, lavorazioni, trasporti, manutenzioni e assicurazioni; sui costi di struttura, riducendo spese telefoniche, consulenze, oneri bancari e spese varie.

Errore n. 5

Aumentare i prezzi a tappeto

Quando energia e materie prime rincarano, aumentare i prezzi in modo indiscriminato può far perdere clienti e fatturato.

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Aumentare i prezzi di vendita in modo indiscriminato può far perdere fatturato. Quando il mercato oscilla, per rincari dell’energia o delle materie prime, l’imprenditore si trova davanti a un bivio: aumentare i prezzi, con il rischio di perdere clienti, o assorbire i maggiori costi e realizzare un utile minore?

Qual è la soluzione? L’incidenza della materia prima su ogni prodotto venduto determina la redditività di ogni cliente. L’imprenditore può così aumentare i prezzi in modo selettivo, concentrandosi sui prodotti che guadagnano poco.

Qual è il nostro approccio? Anche senza contabilità industriale analizziamo le distinte base, cioè le «ricette» dei prodotti. Confrontandole con le vendite calcoliamo la percentuale di costo della materia prima per ogni prodotto venduto. Spingeremo così il fatturato delle linee ad alto valore aggiunto, in cui l’incidenza della materia prima è in media più bassa; per i prodotti a basso valore aggiunto potremo invece aumentare il prezzo senza il rischio di perdere il cliente. Ma potremo anche ottimizzare gli acquisti di materia prima o esternalizzare la produzione.

Per chi dispone già della contabilità industriale i benefici sono ancora maggiori: il nostro sistema di controllo di gestione, con Budget e Rolling Forecast, genera stime ancora più attendibili.

Errore n. 6

Fare i preventivi sul costo medio

Chi prepara i preventivi sulla media dei costi di produzione fa prezzi troppo bassi dove perde e troppo alti dove guadagnerebbe.

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La conoscenza superficiale dei costi compromette la validità dei preventivi commerciali. Accade spesso che l’imprenditore prepari i preventivi ragionando solo sulla media dei costi di produzione.

Facciamo un esempio. Il costo medio per produrre articoli stampati in plastica è di 20 euro l’ora. L’azienda però ha presse automatiche, che stampano grandi quantità, e presse manuali, che ne stampano poche: il costo di produzione va dai 16 euro l’ora delle automatiche ai 24 euro l’ora delle manuali. L’imprenditore che non ha queste informazioni usa la media di 20 euro l’ora per fare le offerte ai clienti. I prezzi saranno competitivi per i prodotti delle presse manuali, perché troppo bassi, e fuori mercato per quelli delle presse automatiche, perché troppo alti.

Quale sarà il risultato? Basso fatturato e alta inefficienza, perché le presse manuali stampano poche quantità e sono più complesse da gestire.

Qual è la soluzione? La strada giusta passa dall’analisi approfondita dei costi di produzione.

Qual è il nostro approccio? Introduciamo la contabilità analitico-industriale, per conoscere i costi di prodotto o di commessa, e determiniamo le tariffe di costo con fogli di calcolo o creando la contabilità industriale nel gestionale dell’azienda.

Con metodo, l’imprenditore non subisce il mercato: lo governa

Con metodo, visione e strumenti predittivi trasformiamo i numeri in strategie sostenibili e le sensazioni in decisioni consapevoli. Il primo incontro serve a capire se e dove possiamo esserti utili.

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